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WhatsApp Business come canale e-commerce a costo zero

tempo di lettura 4 minuti


Richiamando un articolo precedente (link), e considerando l’evoluzione dell’applicativo, WhatsApp Business può oggi rappresentare un ulteriore canale di generazione vendite a costo praticamente nullo.

Per primo limite (e la prima strategia) è necessario partire da un presupposto chiave: sono raggiungibili solo gli utenti che hanno salvato il vostro contatto e che, allo stesso modo, sono presenti nella vostra rubrica.

Questo implica una fase preliminare spesso sottovalutata, la costruzione del bacino contatti. 

Per farlo, è indispensabile attivare azioni mirate di acquisizione come la promozione del numero WhatsApp tramite social (con naturale sinergia con Meta) o il più banale “passaparola” via chat. 

In altre parole WAB non genera traffico, ma lo intercetta e lo converte. 

Da canale di contatto a leva di conversione

Una volta attivato il flusso di contatti, WhatsApp Business diventa uno strumento estremamente efficace per accompagnare l’utente verso la conversione.

Può essere utilizzato per:

 – gestire richieste rapide

 – ridurre le frizioni nel processo decisionale

 – velocizzare il passaggio da interesse a acquisto

Tuttavia, è importante chiarire un aspetto strategico, WhatsApp Business non è (ancora) un sistema di vendita completo.

Resta un’applicazione di messaggistica evoluta, diffusa e immediata, ma che deve passare tramite strumenti esterni per gestire pagamenti, spedizioni e gestione ordini.

Il valore sta quindi nell’integrazione:

 – invio di link di pagamento;

 – condivisione di checkout;

 – trasmissione di codici, offerte, schede prodotto. 

Il tutto supportato da funzionalità come:

 – messaggi di benvenuto;

 – risposte rapide;

 – automazioni base. 

Che contribuiscono a costruire una percezione di professionalità e affidabilità.

L’obiettivo reale è la community

Oltre alla conversione, esiste un obiettivo più strutturale, la creazione di una community proprietaria.

Un asset diretto, non intermediato da algoritmi.

Questo può avvenire attraverso:

 – iscrizione ai canali WhatsApp;

 – inserimento in gruppi (con consenso esplicito);

 – utilizzo di liste broadcast.

Con una regola fondamentale, non trasformare il canale in una sequenza di messaggi vendita; perché la comunicazione deve informare, coinvolgere e costruire relazione. 

E la conversione diventa una conseguenza, non l’unico obiettivo.

Le possibilità di utilizzo sono molteplici e dipendono da vari fattori, target, tipologia di prodotto/servizio, posizionamento del brand. 

Ma ecco alcuni esempi concreti:

 – canali per contenuti aperti e aggiornamenti;

 – gruppi esclusivi per clienti o qualificati;

 – broadcast per call to action mirate;

 – chat private per trattative o supporto diretto.

Le combinazioni sono numerose, ma gli obiettivi restano pochi e chiari, acquisire, convertire e fidelizzare. 

WhatsApp Business offre un’elevata libertà operativa, ma richiede una coerenza strategica, un controllo degli obiettivi ed una attenzione alla privacy e al consenso. 

Se utilizzato correttamente, non è solo un canale accessorio, ma può diventare un vero acceleratore di conversione e relazione.

Richiamando un articolo precedente (link), e considerando l’evoluzione dell’applicativo, WhatsApp Business può oggi rappresentare un ulteriore canale di generazione vendite a costo praticamente nullo.

Per primo limite (e la prima strategia) è necessario partire da un presupposto chiave: sono raggiungibili solo gli utenti che hanno salvato il vostro contatto e che, allo stesso modo, sono presenti nella vostra rubrica.

Questo implica una fase preliminare spesso sottovalutata, la costruzione del bacino contatti. 

Per farlo, è indispensabile attivare azioni mirate di acquisizione come la promozione del numero WhatsApp tramite social (con naturale sinergia con Meta) o il più banale “passaparola” via chat. 

In altre parole WAB non genera traffico, ma lo intercetta e lo converte. 

Da canale di contatto a leva di conversione

Una volta attivato il flusso di contatti, WhatsApp Business diventa uno strumento estremamente efficace per accompagnare l’utente verso la conversione.

Può essere utilizzato per:

 – gestire richieste rapide

 – ridurre le frizioni nel processo decisionale

 – velocizzare il passaggio da interesse a acquisto

Tuttavia, è importante chiarire un aspetto strategico, WhatsApp Business non è (ancora) un sistema di vendita completo.

Resta un’applicazione di messaggistica evoluta, diffusa e immediata, ma che deve passare tramite strumenti esterni per gestire pagamenti, spedizioni e gestione ordini.

Il valore sta quindi nell’integrazione:

 – invio di link di pagamento;

 – condivisione di checkout;

 – trasmissione di codici, offerte, schede prodotto. 

Il tutto supportato da funzionalità come:

 – messaggi di benvenuto;

 – risposte rapide;

 – automazioni base. 

Che contribuiscono a costruire una percezione di professionalità e affidabilità.

L’obiettivo reale è la community

Oltre alla conversione, esiste un obiettivo più strutturale, la creazione di una community proprietaria.

Un asset diretto, non intermediato da algoritmi.

Questo può avvenire attraverso:

 – iscrizione ai canali WhatsApp;

 – inserimento in gruppi (con consenso esplicito);

 – utilizzo di liste broadcast.

Con una regola fondamentale, non trasformare il canale in una sequenza di messaggi vendita; perché la comunicazione deve informare, coinvolgere e costruire relazione. 

E la conversione diventa una conseguenza, non l’unico obiettivo.

Le possibilità di utilizzo sono molteplici e dipendono da vari fattori, target, tipologia di prodotto/servizio, posizionamento del brand. 

Ma ecco alcuni esempi concreti:

 – canali per contenuti aperti e aggiornamenti;

 – gruppi esclusivi per clienti o qualificati;

 – broadcast per call to action mirate;

 – chat private per trattative o supporto diretto.

Le combinazioni sono numerose, ma gli obiettivi restano pochi e chiari, acquisire, convertire e fidelizzare. 

WhatsApp Business offre un’elevata libertà operativa, ma richiede una coerenza strategica, un controllo degli obiettivi ed una attenzione alla privacy e al consenso. 

Se utilizzato correttamente, non è solo un canale accessorio, ma può diventare un vero acceleratore di conversione e relazione.