tempo di lettura 2 minuti
Quando devi scegliere un corriere per le tue spedizioni, la prima cosa da capire (anche se può sembrare ovvia) è come il corriere “vede” il tuo pacco.
Perché sì, cambia tutto se il prodotto è grande ma leggero, oppure piccolo ma pesante. O magari ha un rapporto volume/peso un po’ particolare. Capire questo ti aiuta a sapere come viene calcolata la tariffa e quindi a scegliere il corriere che ti conviene di più.
Ma non finisce qui, perché ci sono anche dei costi nascosti che spesso sfuggono, ma che possono fare la differenza.
Il primo è il fuel surcharge, ovvero un costo extra legato al prezzo del carburante. Più il prezzo del carburante è alto, più sale anche questo supplemento. Idealmente, un buon corriere dovrebbe avere un fuel che rimane sotto il 10% durante l’anno.
Poi c’è il discorso delle spedizioni verso Calabria, Sicilia e Sardegna (spesso abbreviate in CSC). Controlla se il costo per queste zone è uguale al resto d’Italia oppure se ci sono rincari.
E occhio anche alle zone disagiate. Non sono solo isole lontane o rifugi di montagna, ma anche zone meno servite dalle filiali. Spedire lì può costare di più.
Altro punto delicato: la giacenza. In pratica, cosa succede (e quanto costa) se il pacco non viene consegnato subito. Ci sono costi per il fermo in magazzino? E per riconsegnarlo? A volte, queste spese arrivano a essere il doppio o il triplo della spedizione normale.
Infine, c’è il famoso coefficiente per il calcolo del peso tassabile. È un valore che serve a determinare quanto “pesa” il pacco per il corriere, anche se fisicamente pesa meno. Più questo valore è alto, meno paghi. Quindi, meglio tenerlo d’occhio.
Insomma, come vedi ci sono parecchie cose da considerare. Quindi, occhi aperti e leggi bene il contratto prima di firmare. Tutto, fino all’ultima riga. Vale per i corrieri… ma anche un po’ per la vita in generale, no?
